RE-SUS-CITAZIONI DEL SIG. GIOVANNI GABBIA
prime idee per uno spettacolo
di / con / sopra / sotto / per / contro musiche e altri materiali di JOHN CAGE
Cominciamo col dire
cosa NON è:
1) Un omaggio
2) Una commemorazione
3) Un concerto, inteso come situazione in cui qualcuno suona “per” qualcun altro , in una elegante sala (teatro, auditorium) con drappeggi di velluto rosso con un palco dove “esibirsi”, palchetti e poltrone dove stare seduti ad ascoltare in religioso silenzio, attenti a non dare fastidio al vicino e a non sbagliare il momento in cui applaudire
cosa potrebbe essere:
Gestione dello Spazio ( ad es. Teatro Civico di Sassari; Masedu - Sassari)
Verranno tolte le poltroncine dalla platea; alcune sedie saranno sistemate sul palco.
Alcuni palchetti saranno utilizzati per le azioni.
Bisognerà fare in modo che chi entra nella sala non la riconosca più: se il colore dominante è il rosso del velluto (sipario, drappeggi, poltroncine ecc) si farà in modo che la sala risulti il più possibile colorata.
Tutto e/o niente è palcoscenico, in ogni luogo qualcosa può accadere, anche (anzi soprattutto) corridoi, retropalco, botteghino, cessi ecc.
Allestimento in svariati punti del teatro di postazioni audio/video dove poter vedere e sentire (in cuffia) quello che sta avvenendo in altri punti del teatro, collegati al video da telecamere a circuito chiuso.
“Regia?”
Il tutto non è concepito come un concerto itinerante, nonostante le apparenze possano farlo sembrare tale.
Di fatto non si tratta di spettacolo in cui avvengono delle cose in un posto, poi in un altro, poi in un altro ancora, ecc. con la conseguente necessità di guidare il pubblico da un luogo all’altro.
E’ esattamente il contrario; qui la caratteristica fondamentale è la simultaneità.
Se si riesce a far capire subito al pubblico che ovunque nel “teatro” sta accadendo qualcosa, si evita l’assembramento della gente in un unico punto (ad esempio nell’ingresso, dove si allestirà una performance all’ingresso degli spettatori).
E’ un problema relativamente semplice da risolvere.
Immaginiamo che il pubblico venga fatto accedere negli spazi del teatro a partire dalle 20.30.
Le prime persone che saliranno i gradini del teatro, si trovano di fronte (o meglio di lato) otto performers alle prese con altrettanti apparecchi radiofonici, impegnati nell’esecuzione di Radio Music.
E’ chiaro che i primi spettatori (mettiamo 10, 15 persone) si tratterranno per qualche minuto per “ascoltare” la composizione, o quantomeno per cercare di capire cosa sta succedendo.
Teoricamente il pezzo dovrebbe durare sei minuti. Per evitare che nel giro di sei minuti 50, 60 persone si concentrino tutte insieme in quello spazio, basterà che una installazione video, con cuffie, trasmetta, in tempo reale, ciò che sta accadendo, in quel preciso momento, in un altro punto del teatro (ad es. pezzo per voce e due percussioni). Un finto spettatore si avvicinerà a quella postazione, metterà le cuffie, dopo di che farà cenno (o dirà) a qualcuno di seguirlo per spostarsi altrove. Lentamente il pubblico inizierà a defluire lungo le altre zone del teatro.
A quel punto ci si renderà conto immediatamente che tutto e tutti – performers, musica musicisti e soprattutto spettatori– saranno, per una sera, ovunque e in nessun luogo.
Lo scopo (ammesso che sia lecito parlare di scopo) è cioè quello di ottenere la massima polverizzazione possibile non di ciascuna composizione, ma dell’intera opera di Cage, globalmente intesa.
“E così, invece di assistere a una sola opera, si vedrebbero tutte insieme in una sola serata” (J. Cage, “Lettera a uno sconosciuto”, p. 189, a proposito di una sua composizione, formata dall’assemblaggio di diverse arie d’opera).
Ciò che si vuole, o meglio che si può (forse) ottenere, è assemblare a nostra volta varie composizioni di Cage, spezzando radicalmente l’unità spazio-temporale dell’esecuzione, e di conseguenza della fruizione; se lo spettatore vaga per il teatro, smarrendosi, perché non avrà la possibilità di sentire tutto e ovunque, avrà alla fine la sensazione di essere dentro il caos di Cage.
Si può però studiare una forma di climax, scegliendo una composizione di Cage particolarmente coinvolgente sul piano spettacolare, che costituisca il culmine dell’evento, e che veda come esecutori il maggior numero possibile di coloro che hanno preso parte alle esecuzioni precedenti. Potrebbe essere “Address”, che prevede anche la partecipazione del pubblico.
Alcuni possibili materiali da utilizzare
Greek ode, per v e pf. (T. Eschilo)
Solo with obbligato accompainment of two voices in canon (1933-34) [15’] per tre o più strumenti le cui estensioni rientrino nella gamma sol-sol’’
Music for wind instruments [8’], 1938
I. Trio per fl, cl. fg.
II. Duo per ob. e cr.
III. Quintetto per fl, ob., cl., cr. e fg.
First Construction (1939) [9’] per sestetto di percussioni con assistente
In the name of the Holocaust (1942) [3’3O’’] per pf. preparato
Forever and sunsmell (1942)[5’] per voce e 2 percuss.
Ad lib. (1943) per pf. preparato
Prelude for meditation (1944) [1’] [1O’] per pf. preparato
Sixteen dances for soloist and company of three (1950-51) [53’] per flauto, tromba, 4 percuss, violino, violoncello e pf. - da alternare con altri materiali
Radio Music (1956) [6’] per 1-8 performers che agiscono su altrettante radio.
Variations I (1958) [ind.]
Music for carillon n°4 (1961) per carillon a due ottave.
Reunion (1968) […] per diversi performers, molteplici musiche elettroniche controllate (gated) da una partita a scacchi giocata su di una scacchiera preparata elettronicamente
Renga (1975-76), Partitura, (costituita da 361 disegni di Henry F. Thoreau, talvolta sovrapposti) e 78 parti(per qualsiasi strumento e/o voce) da eseguirsi autonomamente oppure (come pezzo "celebrativo") assieme a qualche altro musicircus dal vivo o registrato appropriato ad una occasione diversa dal Bicentenario degli Stati Uniti (come ad es. la celebrazione della nascita o della morte di un'altra nazione oppure di una persona musicalmente significativa, o della fondazione di una società). e che abbia come proprio oggetto qualche aspetto attinente alla generazione sonora, , ad es. uccelli animali marini, mutamenti del tempo atmosferico, terremoti o piante (a cui siano stati applicati dei microfoni a contatto e che siano usate come strum. a perc. oppure isolate acusticamente e rese udibili grazie all'uso di tecnologie appropriate ecc.)
Address (1977) [ind.] per flauto, clarinetto, corno, tromba, 2 percussioni, alcuni violini, viole violoncelli e contrabbassi, 5 esecutori con audiocassetta e una installazione, con pubblico come partecipante, di 12 giradischi, 12 amplificatori stereo, 12 coppie di altoparlanti e 900 dischi.
Cheap imitation (1977) [35’ca.] (versione per violino solo).
Inlets (Improvisation II) (1977) [ind.] per 3 suonatori di conchiglie colme d’acqua ed un suonatore di conchiglia che utilizzi la respirazione circolare, e il suono del fuoco (preregistrato)
One 11(1992)[9O’] per solo cameraman. Film senza soggetto da proiettare in una o più postazioni video