venerdì, 14 settembre 2007

ATTENZIONE

QUESTO POST NON CONTIENE RIVENDICAZIONI INDIPENDENTISTE

Sto leggendo "Gomorra" di Roberto Saviano.
Quanto può essere istruttivo per un sardo leggere "Gomorra" di Roberto Saviano?
Più o meno quanto può esserlo per un valdostano.
Cioè moltissimo.
89_Secondigliano_2 

(nella foto: veduta di Secondigliano) 

     
E' una magistrale gangster-story, splendidamente raccontata ma altrettanto splendidamente lontana dalla mia realtà quotidiana, quanto possono esserlo Scarface, o Brother di Takeshi Kitano, o Kill Bill...
Emerge una cultura, non solo criminale, ma cultura nel senso ampio, come "modo di vedere il mondo" che è quanto
di più lontano da quella che si può trovare e interpretare non solo in Sardegna, ma anche - appunto - in Val
D'Aosta, o nelle Marche, o che so io...
(parentesi policamente corretta- di seguito denominata PPC:
"e certo che la cultura partenopea non sta tutta lì, ci sono anche Eduardo, Totò, Troisi, Mario Martone, la Nuova Compagnia di Canto Popolare, I Virtuosi di S. Martino ecc. ecc che noi tutti amiamo,io per primo ecc. ecc.")

Il punto che a me interessa è un altro.

Prima ancora di RIVENDICARE alcunchè, abbiamo mai riflettuto, noi sardi, su quanto poco napoletani e cuneesi c'entrino l'uno con l'altro, nel bene e nel male?
(PPC 2 "E certo che rischia di diventare un discorso leghista e certo che il fascioleghismo di Borghezio mi/ci fa vomitare, e certo che, costretto a scegliere tra Varese e Lecce, saprei bene dove andare ecc. ecc.")

Prima ancora di parlare di "indipendentismo", di "identità", di "radici"...vogliamo allora renderci conto di questo?
L'ITALIA NON ESISTE!
L'ITALIA è una gigantesca BUFALA!
E il fatto che ve lo dica IN ITALIANO ne è al tempo stesso la prova e il paradosso più totale.
Ve lo dico in italiano perchè è la mia lingua-madre, perchè la lingua-madre la si succhia dai capezzoli della madre insieme al latte, Ve lo dico in italiano quindi perchè, da piccola, a mia madre la maestra pestava le dita con la verga se solo si azzardava a parlare "il dialetto", cioè la LINGUA sarda, cioè la lingua-madre di mia madre.
Dunque ve lo dico in italiano. Anzi, ve lo SCRIVO in italiano perchè la Sardegna ha conosciuto l'alfabetizzazione attraverso una lingua non sua.
L'Italia è un'entità politica, è un'entità geografica.
Quelli che vorrebbero farci credere che è anche un'entita culturale lo fanno spiegandoci che tra la guerra di Secondigliano e la faida di Orune  33210385aOrune 

c'è in realtà poca o nessuna differenza: "Entrambi fenomeni
delinquenziali da Reprimere Severamente, in uno Spirito di Unità e Concordia Nazionale"

Per non starvela troppo a menare...


Credo di non essere il solo fra i sardi a vivere in modo contrastato e contraddittorio ogni senso di appartenenza culturale.
Sembra che qui si senta sempre meno l'appartenenza all'Italia, sempre di più quella alla Sardegna e all'Europa.
Poco o nulla Italiani, molto Sardi, molto Europei.

Ed Europei forse più INSIEME agli italiani che COME italiani.

Paradossi della globalizzazione: a un sardo come a un napoletano può capitare di trovarsi magari a Londra, con un coinquilino australiano a mangiare cibo africano pagando l'affitto a un argentino. Eppure quel sardo forse non è mai stato ad Aritzo, o ad Orgosolo, o a Bortigiadas. E ho conosciuto napoletani che, nati e cresciuti nelle "zone alte" del Vomero, si guardano bene dallo scendere  a Forcella, o nei Quartieri Spagnoli. 
 
Ora mi scuserete, devo tornare a Gomorra.

Di Sodoma parliamo un'altra volta

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categoria:avarìe
martedì, 04 settembre 2007

 

dAl Novembre 2003, faccio parte stabilmente di Nasodoble. Insieme con Andrea Fanciulli (chitarre) Alessandro Zolo (bassi), Carletto Sezzi (batteria) ci siamo uniti ai fondatori Alessandro Carta (voce e flauto), Peppino Anfossi (violino) . Io , come da foto, cerco di muovermi su diversi piani. (Con Alessandro Carta negli anni '90, avevamo già militato nei Sineddoche, formazione di musica progressiva/sperimentale)

 Nasodoble è un progetto poetico.

è musica destituita di ogni fondamento

realizza un repertorio originale in cui coniugano i testi e le composizioni di Ale Carta (che compongono la maggior parte dell’attuale spettacolo insieme alle rielaborazioni di brani di altri autori) con tutte le suggestioni sonore delle musiche che hanno accompagnato -o accompagnano- la loro vita.

E' musica farnetica e limitrofa_musica agli antipodi 

Il disco d’esordio “Bestiario” (presentato al pubblico alla fine di maggio 2005) dà vita a uno spettacolo estremamente variegato, in cui le barriere di genere musicale cadono per lasciare il posto a un viaggio quasi “multisensuale” fatto di evocazioni di colori, sapori, profumi attraverso atmosfere reggae, jazz, rock, pop, senza abbandonare i suoni acustici.

“Bestiario” è accolto favorevolmente -fra l’altro- da Radio Popolare e da Tribe Magazine, oltre che nelle apparizioni live dei Nasodoble. Il gruppo è ora impegnato a realizzare il secondo lavoro discografico, dal titolo "PeriGolosi". 


Alcuni concerti particolarmente degni di nota: 

fase live del Premio Recanati, 2005

partecipazione a Roma– come band finalista selezionata da Radio Popolare – al Premio De Andrè 2005, 

spettacolo teatrale “Infrarossi” (con musiche di scena live e brani tratti da “Bestiario”), di Maurizio Spoliti, diretto da Cristina Mantis e prodotto dall’Università di Roma - La Sapienza. 

partecipazione, come finalisti nazionali, alla edizione 2006 della rassegna "Primo Maggio Tutto l'Anno"

festival "Made In S", expo dedicato alle produzioni indipendenti della Sardegna, Stadio Comunale di Macomer, 24-25 Agosto 2007. 
 Simone_Corte_Giorgino

(Nella foto: alcuni membri dei Nasodoble, concerto alla Corte in Giorgino, Cagliari, 7 ottobre 2006)

postato da: sassu alle ore 12:21 | Permalink | commenti
categoria:nasodoble, musicazioni
venerdì, 10 agosto 2007

Pensieri e Parole locandinaLe proiezioni in data

sabato 18 ("L'ultima lezione") 

e

domenica 19 Agosto ("Disegno di sangue")

saranno precedute da "Canzoni dal Carcere" con:

 

Daniela Cossiga, voce

Salvatore Delogu, chitarra

Simone Sassu, piano

Fabio Manconi, fisarmonica

Per saperne di più:

www.festivalasinara.com

postato da: sassu alle ore 23:22 | Permalink | commenti
categoria:musicazioni
venerdì, 03 agosto 2007
 
 
Cage_2RE-SUS-CITAZIONI DEL SIG. GIOVANNI GABBIA
prime idee per uno spettacolo
di / con / sopra / sotto / per / contro musiche e altri materiali di JOHN CAGE
 
Cominciamo col dire
cosa NON è:
 
1)      Un omaggio
2)      Una commemorazione
3)      Un concerto, inteso come situazione in cui qualcuno suona “per” qualcun altro , in una elegante sala (teatro, auditorium) con drappeggi di velluto rosso con un palco dove “esibirsi”, palchetti e poltrone dove stare seduti ad ascoltare in religioso silenzio, attenti a non dare fastidio al vicino e a non sbagliare il momento in cui applaudire
 
cosa potrebbe essere:
 
Gestione dello Spazio ( ad es. Teatro Civico di Sassari; Masedu - Sassari)
 
Verranno tolte le poltroncine dalla platea; alcune sedie saranno sistemate sul palco.
 
Alcuni palchetti saranno utilizzati per le azioni.
 
Bisognerà fare in modo che chi entra nella sala non la riconosca più: se il colore dominante è il rosso del velluto (sipario, drappeggi, poltroncine ecc) si farà in modo che la sala risulti il più possibile colorata
 
Tutto e/o niente è palcoscenico, in ogni luogo qualcosa può accadere, anche (anzi soprattutto) corridoi, retropalco, botteghino, cessi ecc.
 
Allestimento in svariati punti del teatro di postazioni audio/video dove poter vedere e sentire (in cuffia) quello che sta avvenendo in altri punti del teatro, collegati al video da telecamere a circuito chiuso.
 
 
“Regia?”
 
Il tutto non è concepito come un concerto itinerante, nonostante le apparenze possano farlo sembrare tale.
Di fatto non si tratta di spettacolo in cui avvengono delle cose in un posto, poi in un altro, poi in un altro ancora, ecc. con la conseguente necessità di guidare il pubblico da un luogo all’altro.
E’ esattamente il contrario; qui la caratteristica fondamentale è la simultaneità.
Se si riesce a far capire subito al pubblico che ovunque nel “teatro” sta accadendo qualcosa, si evita l’assembramento della gente in un unico punto (ad esempio nell’ingresso, dove si allestirà una performance all’ingresso degli spettatori).
E’ un problema relativamente semplice da risolvere.
Immaginiamo che il pubblico venga fatto accedere negli spazi del teatro a partire dalle 20.30.
Le prime persone che saliranno i gradini del teatro, si trovano di fronte (o meglio di lato) otto performers alle prese con altrettanti apparecchi radiofonici, impegnati nell’esecuzione di Radio Music.
E’ chiaro che i primi spettatori (mettiamo 10, 15 persone) si tratterranno per qualche minuto per “ascoltare” la composizione, o quantomeno per cercare di capire cosa sta succedendo.
Teoricamente il pezzo dovrebbe durare sei minuti. Per evitare che nel giro di sei minuti 50, 60 persone si concentrino tutte insieme in quello spazio, basterà che una installazione video, con cuffie, trasmetta, in tempo reale, ciò che sta accadendo, in quel preciso momento, in un altro punto del teatro (ad es. pezzo per voce e due percussioni). Un finto spettatore si avvicinerà a quella postazione, metterà le cuffie, dopo di che farà cenno (o dirà) a qualcuno di seguirlo per spostarsi altrove. Lentamente il pubblico inizierà a defluire lungo le altre zone del teatro.
A quel punto ci si renderà conto immediatamente che tutto e tutti –  performers, musica musicisti  e soprattutto spettatori– saranno, per una sera, ovunque e in nessun luogo.
Lo scopo (ammesso che sia lecito parlare di scopo) è cioè quello di ottenere la massima polverizzazione possibile non di ciascuna composizione, ma dell’intera opera di Cage, globalmente intesa.
“E così, invece di assistere a una sola opera, si vedrebbero tutte insieme in una sola serata” (J. Cage, “Lettera a uno sconosciuto”, p. 189, a proposito di una sua composizione, formata dall’assemblaggio di diverse arie d’opera).
Ciò che si vuole, o meglio che si può (forse) ottenere, è assemblare a nostra volta varie composizioni di Cage, spezzando radicalmente l’unità spazio-temporale dell’esecuzione, e di conseguenza della fruizione; se lo spettatore vaga per il teatro, smarrendosi, perché non avrà la possibilità di sentire tutto e ovunque, avrà alla fine la sensazione di essere dentro il caos di Cage.
Si può però studiare una forma di climax, scegliendo una composizione di Cage particolarmente coinvolgente sul piano spettacolare, che costituisca il culmine dell’evento, e che veda come esecutori il maggior numero possibile di coloro che hanno preso parte alle esecuzioni precedenti. Potrebbe essere “Address”, che prevede anche la partecipazione del pubblico.          
 
 
Alcuni possibili materiali da utilizzare                                                                                                                              
Greek ode, per v e pf. (T. Eschilo)
 
Solo with obbligato accompainment of two voices in canon (1933-34) [15’] per tre o più strumenti le cui estensioni rientrino nella gamma sol-sol’’
 
Music for wind instruments [8’], 1938
I.        Trio per fl, cl. fg.
II.     Duo per ob. e cr.
III.   Quintetto per fl, ob., cl., cr. e fg.
 
First Construction (1939) [9’] per sestetto di percussioni con assistente
 
In the name of the Holocaust (1942) [3’3O’’] per pf. preparato
 
Forever and sunsmell (1942)[5’] per voce e 2 percuss.
 
Ad lib. (1943) per pf. preparato
 
Prelude for meditation (1944) [1’] [1O’] per pf. preparato
 
Sixteen dances for soloist and company of three (1950-51) [53’] per flauto, tromba, 4 percuss, violino, violoncello e pf. - da alternare con altri materiali
 
Radio Music (1956) [6’] per 1-8 performers che agiscono su altrettante radio.
 
Variations I (1958) [ind.]
 
Music for carillon n°4 (1961) per carillon a due ottave.
 
Reunion (1968) […] per diversi performers, molteplici musiche elettroniche controllate (gated) da una partita a scacchi giocata su di una scacchiera preparata elettronicamente
 
Renga (1975-76), Partitura, (costituita da 361 disegni di Henry F. Thoreau, talvolta sovrapposti) e 78 parti(per qualsiasi strumento e/o voce) da eseguirsi autonomamente oppure (come pezzo "celebrativo") assieme a qualche altro musicircus  dal vivo o registrato appropriato ad una occasione diversa dal Bicentenario degli Stati Uniti (come ad es. la celebrazione della nascita o della morte di un'altra nazione oppure di una persona musicalmente significativa, o della fondazione di una società). e che abbia come proprio oggetto qualche aspetto attinente alla generazione sonora, , ad es. uccelli animali marini, mutamenti del tempo atmosferico, terremoti o piante (a cui siano stati applicati dei microfoni a contatto e che siano usate come strum. a perc. oppure isolate acusticamente  e rese udibili grazie all'uso di tecnologie appropriate ecc.)       
 
Address (1977) [ind.] per flauto, clarinetto, corno, tromba, 2 percussioni, alcuni violini, viole violoncelli e contrabbassi, 5 esecutori con audiocassetta e una installazione, con pubblico come partecipante, di 12 giradischi, 12 amplificatori stereo, 12 coppie di altoparlanti e 900 dischi.
 
Cheap imitation (1977) [35’ca.] (versione per violino solo).
           
Inlets (Improvisation II) (1977) [ind.] per 3 suonatori di conchiglie colme d’acqua ed un suonatore di conchiglia che utilizzi la respirazione circolare, e il suono del fuoco (preregistrato)
 
One 11(1992)[9O’] per solo cameraman. Film senza soggetto da proiettare in una o più postazioni video
 
www.youtube.com/watch?v=EaVHOIN0sqI&mode=related&search=
 
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categoria:musicazioni
giovedì, 02 agosto 2007

Una registrazione fatta a Nuoro il 15 Febbraio 2005 .

Con Roman Gomez alla chitarra, Simone Sassu al piano,
Graziano Solinas alla fisarmonica, Luca Lanza al sax.

Il brano si intitola "Erighi" ed è di Graziano Solinas.

Buon ascolto

postato da: sassu alle ore 12:53 | Permalink | commenti (2)
categoria:musicazioni
mercoledì, 01 agosto 2007

Cos'è l'antropologia?

E' occuparsi di stranezze.

E' studiare cose che , per noi (per un qualche "noi" cui riteniamo di appartenere) possono apparire quantomeno inconsuete, se non bizzarre.

E' andare in posti e in luoghi poco familiari, più o meno lontani nel tempo e/o nello spazio (Levi-Strauss negli anni Trenta dalla Francia viaggiò in nave fino in Brasile; De Martino invece negli anni '60 fece qualche centinaio chilometri in macchina da Roma a Galatina) 

Poi, fermandosi in questi luoghi e stando insieme a questa gente, scoprire usanze a prima vista incomprensibili, osservarle e infine provare a descriverle a raccontarle, snaturandole il meno possibile. 

Per chi come me ha studiato giurisprudenza, cioè "leggi", quindi (Sempre Rigorosamente In Maiuscolo) La Costituzione, Le Leggi E I Regolamenti Dello Stato (di questo Stato), non è facilissimo entrare in un campo di studi in cui contano soprattutto le leggi e le regole minuscole degli "altri". Che magari vivono secondo norme non scritte. Eppure quelle norme le osservano e le rispettano, anche se non "ufficializzate" in un codice. 

Ho fatto una ricerca in Gallura, il Nord-Est sardo, meno ricco di quello italiano, ma che come quello italiano dicono che ora ospiti l'economia più "dinamica e innovativa". Ho studiato una cultura che ora non c'è più, la cultura gallurese "degli stazzi"

http://it.wikipedia.org/wiki/Stazzo )

che ha conosciuto un fenomeno chiamato "rasgioni": un sistema che serviva a pastori/contadini galluresi per dirimere le controversie che insorgevano per motivi di pascolo o di bestiamo o di delimitazione di terreni, ecc.

Insomma, le tipiche vicende per cui si finisce in tribunale.

In Gallura, fino a trent'anni fa, anzichè andare in Tribunale seguivano un "altro procedimento".

Me lo sono fatto raccontare. 

Tra le molte interviste che ho realizzato per questa ricerca ho scelto questa (ne riporto un brano). Me l'ha rilasciata Andreino Muzzeddu, un signore nato nel 1922. Vive tuttora ad Aggius, in Gallura.

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categoria:antropolis, rasgioni
mercoledì, 18 luglio 2007

Segnalo a tutti

ASUNIFILMFESTIVAL

DA ASUNI 27/29 Luglio07 A RIOLASARDO (Parco dei Suoni) 30/31Luglio07

In particolare, questo il programma di Venerdi 27 (ad Asuni)

 

 

 
16.00 Proiezioni
Escape di Rahim Zabihi (13’ Kurdistan Iran 2006, fic.)
            Identity di Nazmi Kirik (16’ Turchia 2006, fic.)
DOL – In the valley of tambourine di Hiner Saleem (90’ Kurdistan / France / Germany 06, Berlinale 2007, fic.)
 
Presentazioni a cura degli autori
I Pittori Catalani in Sardegna di Marco Antonio Pani (52' Italia 2006 doc.)
P.I.S.Q. (Poligono Interforze del Salto di Quirra) di Daniela Piu e Alessandro De Palo (28’ Italia 2005 doc.)
 
21.15    Proiezioni
Gavino Ledda presenta:
            Ybris di Gavino Ledda (130’ Italia 1984, fic.)
           
24.00 incontri d’autore
Sergio Naitza e Gavino Ledda
 Sul Poligono interforze del salto di Quirra
Tumori, malformazioni e paura:
è la «maledizione del poligono»
Armi all'uranio o l'arsenico di una miniera?
E' un giallo
Angelo De Murtas
Fonte: La Nuova Sardegna - 26 maggio 2004
13 giugno 2004
Di nuovo pare che via sia un solo dato che debba essere segnalato:
il fatto, di per sè rilevante, che finora niente di concreto sia stato
fatto per rimuovere le cause, quali che esse siano, dell'oscura affezione
cancerosa chiamata "sindrome di Quirra" perchè nel piccolo borgo che porta
questo nome ha mietuto, e forse continua a mietere, le sue vittime, che
poche sicuramente non sono.....
Il resto puoi trovarlo su
http://italy.peacelink.org/disarmo/articles/art_5424.html
postato da: sassu alle ore 23:18 | Permalink | commenti (2)
categoria:avarìe
martedì, 03 luglio 2007

Questa è la registrazione di una relazione tenuta al Convegno “Terra di Mezzo – La mediazione sociale e culturale nelle comunità”, organizzato dalla prof.ssa Letizia Bindi e con la partecipazione di Flavia Monceri, Guido Gili, Antonello Petrillo, Silvana Calaprice, Serena Sani,  Marcella Garau, Giovanni Scotto e Maria Ferrara. Il convegno si è tenuto il 29 novembre 2006 all’Università del Molise, sede di Campobasso.

Il titolo del mio intervento è: “Sistemi consuetudinari di risoluzione delle controversie nelle comunità tradizionali sarde: alcuni spunti etnografici”.  

postato da: sassu alle ore 20:48 | Permalink | commenti
categoria:antropolis, rasgioni
domenica, 15 aprile 2007

dimenticavo di presentarmi:

sassu

postato da: sassu alle ore 23:27 | Permalink | commenti (1)
categoria:avarìe
domenica, 15 aprile 2007
ritrovati nel cestino del desktop resti umani e non, non meglio identificati
postato da: sassu alle ore 23:07 | Permalink | commenti
categoria:avarìe